La Valle della Luna: spettacolo di rocce

Valle della Luna - Prima

Non si tratta di un titolo fantascientifico per un film surreale, ma è il nome di una “valle” incastonata a Nord dell’Isola.

Immersa tra rocce granitiche e bagnata da spumeggianti acque, si affaccia a pochi km di distanza dalla Corsica. Poche sono le parole che riecheggerebbero l’emozione vissuta nel vederla, ma una la si può sottolineare: silenziosa.

Nel silenzio delle sue cale, dinanzi ai tuoi occhi, può mostrarsi l’orizzonte infinito. Il mare, sempre infervorato dai venti che si scagliano su questo angolo di paradiso, porta freschezza nelle calde giornate d’agosto per mitigare il granito rovente.

Gruppi di giovani si danno appuntamento qui, in Valle, per ovviare alle folle incontenibili delle spiagge isolane e per andare incontro alla natura selvaggia e incontaminata. Una giornata in Valle è una giornata indimenticabile: la sosta notturna, con degno equipaggiamento, dona al visitatore un cielo stellare visibile nel suo intenso blu notte.

La mattina successiva, smontare le tende e riordinare il proprio zaino è un colpo al cuore. Non appena si scopre l’avventura e la spensieratezza di questo luogo, ci si rammarica per il doveroso abbandono e per il ritorno al Mondo in cui regna frenesia e consuetudine.

Valle della Luna - Acqua

Sardegna… Vivere senza tempo… Leggeri come l’aria… Liberi come il vento…

Tavolara: paradiso del trekking

Tavolara
Tavolara

È un’enorme montagna che incombe all’orizzonte, il primo lembo di terra ad apparire quando il porto di Olbia si avvicina. Si presenta come una grande massa brulla e inospitale quest’isola dalla forma allungata, che nel suo punto più alto misura quasi seicento metri. Solo continuando a costeggiarla si rivela verde e accogliente. Tavolara ha un fascino unico, accentuato dalla presenza di numerose piante endemiche e da un ecosistema rimasto intatto. A preservarla sono state e sono anche le difficoltà di approdo e le secche che la circondano.

A partire dagli anni Settanta, la presenza di un centro radio militare e la successiva istituzione del parco marino protetto, che include le isole di Molara e Molarotto, hanno limitato l’accesso a una piccola area dell’isola. Una barriera al turismo e insieme una fortuna: con i divieti, flora e fauna si sono ripopolate. La spiaggia di Spalmatore è l’unica parte visitabile: una lunga striscia di terra bassa, caratterizzata da una spiaggia di sabbia bianca, un piccolo attracco e due ristoranti aperti solo nel periodo estivo. Lo spazio limitato e l’assenza di strutture dove pernottare permette escursioni in giornata, da Porto San Paolo, per godersi un bagno in un angolo di paradiso lontano dalle spiagge più affollate, e magari un pranzo seduti a un tavolo con vista mare anche in ottobre.

Da due anni è possibile avventurarsi nell’isola anche con scarpe da trekking e zainetto. L’aspetto montagnoso, con la sua composizione calcareo-dolomitica, è un invito ir rinunciabile per gli amanti delle escursioni in salita. A patto di non avventurarsi da soli. I pochi sentieri non sono battuti. Contattando la Pro loco di Porto San Paolo si trovano guide autorizzate per raggiungere la cima in piena sicurezza, un’esperienza unica. Si parte alle sei del mattino, in gommone, da Porto San Paolo con il mare piatto e il sole che inizia ad affacciarsi. Una volta sbarcati a Spalmatore, si inizia camminando sul sentiero che sovrasta la scogliera, a pochi metri dal mare, sul versante sud est. Questo tratto ricalca un’antica carrareccia utilizzata in passato per trasportare roccia calcarea e legname destinati ai forni per la produzione della calce. L’isola, durante il secolo scorso, era diventata un piccola realtà industriale. Ma sul finire del Novecento, la comparsa del cemento e l’esaurimento del legname per alimentare i forni ne decretarono il progressivo spegnimento. Tavolara, un tempo ricoperta da una fitta foresta, rimase completamente spoglia. Il tracciato per raggiungere la cima alterna tratti di fitta macchia mediterranea, pietraia e punti a precipizio sul mare. Man mano che la salita prosegue, cambiano i punti di osservazione; il territorioe il suo piccolo arcipelago rivelano aspetti differenti. I più avventurosi possono salire percorrendo l’ultimo tratto sulle rocce; in alternativa, si può allungare il percorso aggirando l’ostacolo. In due ore e mezza la cima è raggiunta, altrettante ne occorrono per ridiscendere, ma se la giornata è limpida, il panorama che si gode dall’alto non si dimentica facilmente.

Fonte: La Repubblica

…in Sardegna

Attraversando un territorio selvaggio tra asperità del terreno e difficoltà di orientamento, fra tratti di facile arrampicata e discese in corda doppia, sospesi tra il mare e imponenti falesie, si ammirano panorami mozzafiato che lasciano sensazioni che solo la Sardegna è capace di offrire.

Nel maestoso Supramonte della Barbagia e in Ogliastra tra i bellissimi ginepri e i lecci secolari, si attraversano sentieri alla scoperta di nuraghi e villaggi fino a giungere a “Su Gorroppu”: una gola affascinante di rara bellezza attraversata da piccole cascate e distese di ciottoli levigati dal passaggio impetuoso dell’acqua che indicano la via da percorrere. All’Argentiera, luogo molto suggestivo sia per la sua storia che per la natura nella quale è inserita, si percorre un sentiero sterrato che costeggia il mare. Si sale sempre più in alto, fino alla natura ancora più selvaggia, dove alberi piegati dal vento cercano di sopravvivere a quell’ostilità e il mare impetuoso si scaglia contro la roccia nella costa sottostante, mentre la montagna davanti a noi arricchisce un panorama unico e spettacolare.