Le spiagge dell’Isola sono “BandieraBlu”

Maggio 2014. Come volevasi dimostrare, considerata la bellezza e l’affascinante panorama, 6 spiagge rientrano nell’elenco dei 269 lidi italiani. 4 province sarde su 8, da Nord a Sud e da Est a Ovest, la Sardegna colpisce ancora.

PROVINCIA DI OLBIA-TEMPIO

Rena Bianca
Rena Bianca e Capo Testa (SANTA TERESA DI GALLURA)
Fonte: Comune di Santa Teresa di Gallura
Palau
Spiaggia (PALAU)
Fonte: Comune di Palau
Mare de La Maddalena2
Mare de La Maddalena
La Maddalena (ISOLA DE LA MADDALENA)
Fonte: Comune de la Maddalena

PROVINCIA DI ORISTANO

Torre Grande 2
Torre Grande (ORISTANO)
Fonte: Comune di Oristano

PROVINCIA DELL’OGLIASTRA

Lido di Orrì (TORTOLI’)
Fonte: Comune di Tortolì

PROVINCIA DI CAGLIARI

Spiaggia Poetto (QUARTU SANT’ELENA)
Fonte: Cagliari Turismo

A pesca con Zio Mario

Fu una sera di settembre, quando insieme a Zio Mario e due amici ci preparammo a partire per una battuta di pesca. Con tutti i rituali che chi va per mare si porta dietro, mollammo gli ormeggi e via verso il sole, l’avventura ebbe inizio. Il mare è bellissimo e mentre si naviga un gruppo di delfini viene a giocare sulle onde create dalla scia, anche i gabbiani ci seguono, è come se fossi diventato protagonista di un sogno. Ad un tratto Zio Mario rallenta, guarda l’allineamento sulla costa e dice: “siamo arrivati! Ajo, butta le totanare in acqua”. Ci spiega che dobbiamo catturare prima l’esca viva e poi saremo pronti per la vera battaglia. Un semplice movimento quello da fare, tirando su e giù il braccio, far oscillare sul fondo l’artificiale per attirare l’attenzione del calamaro che, poco furbo, si avvicina incuriosito; ci gira intorno ma alla fine riesco a prenderlo, metro dopo metro sento il suo peso sulla lenza, un brivido mi attraversa la schiena, spero di non perderlo, è vicino. “Bravo!”, mi dice Zio Mario, lui che con la sua esperienza ne aveva già catturato sei, “bel calamaro, ora buttalo nella vasca e rilancia la lenza in acqua”. Dopo circa un’oretta, la vasca era piena di calamari e noi, fieri per il risultato, torniamo in porto per riposare un po’. Il giorno è arrivato, sulla barca bagnata dall’umidità della notte, ci accingiamo a preparare le canne. Mi sento carico, sono sicuro che catturerò un gran pesce. Direzione Sud-Ovest verso Mal di Ventre, la mattina il mare è calmissimo, lungo l’orizzonte si confonde con il cielo, sembrano una cosa sola. Mentre navigo cerco di farmi avvolgere da tutta questa pace e serenità che solo il mare con la sua immensa grandezza è capace di regalare. Arriviamo nella zona di pesca, lenze in acqua, c’è silenzio assoluto e solo il rumore del motore al minimo, Zio Mario concentratissimo scruta ogni particolare e si accorge che nei dintorni c’è qualcosa di grosso. Vediamo i tonni saltare fuori dall’acqua nella zona delle nostre esche, “ci sono!!”. I terminali delle canne ballano e all’improvviso il mulinello comincia a gridare. “Ha abboccato!”, la canna si piega quasi fino a spezzarsi, la afferro e, mentre vedo la pinna che tenta la fuga, inizia la battaglia. La tiro verso di me e avvolgo, una, due, dieci volte, ma alla fine il tonno è ancora lì e, forte e combattivo, si spinge verso il fondo. Nell’arduo scontro, continuo ad avvolgere, sembra che non arrivi mai, ma eccolo lì, 10 metri dalla poppa, come un vero guerriero che non molla mai, mentre si dimena lo tiro su a bordo, alla fine ho vinto io. Stremato ma felice abbraccio Zio Mario e lo ringrazio per la splendida emozione che mi ha regalato. Dopo la battaglia inizia la festa, rientrati in porto troviamo gli amici del pontile ad aspettarci con un fiasco di vino e la griglia già rovente. Un’atmosfera magica di convivialità e amicizia: i racconti di pescate conditi dal dialetto, un trancio di tonno, un buon bicchiere di vino e infine un brindisi alla Sardegna, terra capace di regalare emozioni forti da portare sempre nel cuore.

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Tonni

…in Sardegna

Un’esperienza rara! Vivere il mare con lo spirito di chi lo vive da sempre. E’ il pescatore l’unico depositario di un antico mestiere che racchiude tradizioni e cultura. Trasformarsi in pescatori provetti, tra sorpresa e divertimento, per provare l’emozione di salpare una rete o un palamito, per godere del fascino del mare di notte, dei chiarori di luna e dei fantastici colori del mare quando il sole spunta dall’acqua. Si viene catapultati in un’atmosfera magica e irripetibile, accarezzati dalla dolce brezza marina per vivere ritmi ed emozioni d’altri tempi. Con i tradizionali gozzi di legno dei nassaioli per la pesca dell’aragosta, e con i temerari corallari, si scoprono i segreti delle profondità marine e si sente il profumo dell’”oro rosso”appena pescato. Assaporare a bordo i piatti preparati da mani sapienti come quelle dei marinai sulla base di antiche ricette, esalta ancora di più il gusto di quest’avventura. Da Stintino guardando l’Asinara dai bianchi fondali, a Sant’Antioco oltrepassando l’arco naturale, fino a giungere a Nord-Ovest nelle acque olbiesi con occhio rivolto alla regale Isola di Tavolara; in ogni porto e lungomare della Sardegna, ovunque esso sia, troverai sempre l’occasione di vivere quest’entusiasmante esperienza.

…dal Nord-Ovest al Nord-Est

Il conoscitore di queste acque, sa che nei pressi di Alghero, si possono ammirare suggestivi coralli rossi; immerso in queste aree, l’abile sub, con compagnia al seguito, mostra loro come avvicinarsi ai siti pregiati dal calcareo corallo. Tra le esilaranti riviere, che completano un fondale già ricco di specie, vagano indisturbati pesci pagliacci tempestati di colori che nulla hanno da invidiare ad un cielo stellato. Nuotando con gli amici si ricorda dei fondali dell’Isola di Tavolara e del Golfo di Orosei, costa Est, dove, tra granitiche rocce e oscure cavità, incontaminati e tranquilli esseri acquatici trovano rifugio. Impresso nella sua memoria è il raro incontro con tartarughe marine, che come anziane sagge, vagano calme nelle protette acque. Il ricordo viene cancellato da un brusco ritorno alla realtà: si è alzato un forte vento di maestrale, la compagnia di amici viene mossa da una parte all’altra in balia delle onde. E’ tempo di tornare in superficie ricordando che in Sardegna qualsiasi fondale in qualsiasi area è denso di storia e natura in sintonia tra loro.

 

Stintino
Golfo Aranci

…al Sud-Ovest

Voglioso di nuove emozionanti scoperte, l’ormai provetto sub si dirige verso Ovest in direzione di Capo Carbonara. Ora, non può più accontentarsi dei racconti, vuole toccar con i guanti. Alla Secca di Santa Caterina, equipaggiato come non mai, si cala nel mare smeraldino. La superficie così chiara ed incontaminata dei primi metri d’acqua, lo aiuta a scorgere in lontananza elementi straordinari: i famosi variglioni di Serpentara. Scendendo in profondità, il sub viene accompagnato dal rosso acceso delle gorgonie, da banchi di orate di oro ambrato, da muggini con coda perlata e da cernie di un marrone deciso. Immersa in tale splendore, l’antica Nave dei Cavoli, ricoperta di spugne, vi trova rifugio; prima percepita come estranea a quel mondo, ora dimora per un’infinità di specie. In questo viaggio fantastico in cui le bombole non hanno limiti e le forze sono sovraumane, il sub-pesce si dirige verso ovest a nuoto. Raggiungendo Cala Verde, nota il nero fondale sprofondare negli abissi; solamente la sua esperienza può condurlo così in basso, tra reperti archeologici d’epoca romana piantonati sul fondo e rocciose pareti sulle quali appoggiarsi per capire in che direzione orientarsi. Sguazzando verso l’ignoto ecco dinanzi la famosa Secca del Candeliere e le sue monumentali guglie granitiche su cui si adagiano piccole stelle marine di un rosso purpureo. Le bollicine d’aria che escono dagli erogatori sviano il nuotare di ricciole, pesci palla e barracuda che osservano diffidenti il nuotatore. Rivolta la testa in alto, si rende conto del colore scuro del cielo: è tempo di risalire. Si avvia con aleggiare tranquillo verso la superficie, quando con sguardo verso ovest scorge una cernia bruna. Esemplare unico nel suo genere, attira l’attenzione del sub che inizia la rincorsa, all’ultimo colpo di pinna, cercando di raggiungere il pesce e capirne la direzione. Nell’inseguimento, si distrae per controllare l’orologio subacqueo e alla vista dei 40 metri, si rende conto di essere in un paesaggio diverso da quello di partenza dove profondi canyon, intervallati da fondali sabbiosi, regalano una fotografia suggestiva da condividere. Il sub ormai in balia delle proprie emozioni, zigzagando verso la superficie, capisce che la sua giornata volge al termine e il ritorno al mondo terrestre è accompagnato dalla speranza di rivivere questi angoli di Paradiso nel mondo dei sogni.

…in Sardegna

I luoghi irrinunciabili per gli appassionati si spalmano su tutto il territorio della Sardegna, da Nord a Sud, dall’Arcipelago della Maddalena all’Isola di Tavolara, dall’Isola dell’Asinara a Capo Caccia, dalla Penisola del Sinis a Capo Carbonara. Una maschera, le pinne e il boccaglio ti regalano ciò che ti offre la Sardegna: un paesaggio da urlo. Acque d’azzurro intenso e di cristallina composizione consentono l’accesso ai fondali di sublime esplorazione. Fondali lontani sono costellati di molteplici colori, dal rosso purpureo al verde illuminante; attorniati da piante marine, da rocce granitiche di un intenso grigio scuro e da banchi di pesci che aleggiano tranquilli nel loro habitat incontaminato. Un salto nel blu sempre più scuro, equipaggiati come astronauti per ammirare un mondo così vicino al nostro ma allo stesso modo così diverso ed ignoto. Fauna curiosa si avvicina, quella diffidente si confonde nei colori dei fondali; al contrario, la flora colora le rocce e spunta dalla sabbia. Ma è già tempo di risalire nella propria realtà verso quello specchio d’aria che separa i due mondi. Arrivati in superficie, tolta la muta, l’unico pensiero che permane nella mente è il bisogno di condividere un’esperienza indimenticabile tra le acque della Sardegna.

…in Sardegna

Sali a bordo! Ascolta il sibilo del vento che gonfia le vele e il rumore della chiglia che solca le onde, osserva il cielo, senti il profumo del mare puro, nessun ostacolo, nessun limite, solo l’infinito. Tutto questo è la vela, con le giornate di calma piatta, di brezza o di vento forte, di burrasca o tempesta; il viaggio significa spingersi oltre, assaggiando, virata dopo virata, le emozioni ed il senso di libertà che solo questa navigazione può dare. Nella costa Nord Occidentale dalla selvaggia Isola dell’Asinara, veleggiando verso Sud, si affaccia la città catalana di Alghero dove, protetti dal promontorio di Capo Caccia, trovano riparo le migliaia di naviganti stanchi dalla lotta contro il maestrale. Più a sud, verso Mal di Ventre e le sue rocce granitiche e calcaree per poi ammirare le spettacolari Dune di Piscinas con i suoi tre chilometri di “deserto” sul mare; in direzione di Capo Teulada, dove è impensabile non immergersi in acque dai fondali magici. Nonostante la stanchezza e il desiderio di restare, il vento invoglia a continuare l’avventura e cosi fra le onde filiamo veloci lungo la rotta orientale dell’Isola alla ricerca delle spiagge deserte tra il Golfo di Orosei e l’oasi di Tavolara. Con il vento in poppa veleggiare ancora più a nord dove uno dei tratti di costa più imponenti del Mediterraneo rivela al navigante i segreti di un paesaggio senza tempo. Altre migliaia di foto scattate con la memoria, nell’Arcipelago della Maddalena dove il vento non manca mai e il mare con i suoi colori non lascia indifferente nessuno. La famosa Cala Coticcio e la splendida Cala Lazzarina, sull’Isola di Lavezzi, sono luoghi incantati raggiungibili solo dal mare dove si può ammirare un tramonto da favola con il sole che cala proprio sulle Bocche di Bonifacio. Il viaggio continua verso Stintino tra eccezionali ridossi in cui passare la notte ammirando il chiarore delle stelle, fedeli compagne, in un viaggio fra i mari della Sardegna.

Vela
Vela

…in acqua salata

Attorniata dal mar Mediterraneo, l’Isola è meta ideale di canoisti: acque che si infrangono sulle coste e piccoli fiumi che attraversano l’interno boschivo. Si percorrono piccoli percorsi creati dalla esperienza e dalla natura, regina incontrastata di questo unico Paradiso. In qualsiasi spiaggia in cui si è diretti, un gabbiotto in legno colorato apposta una scritta “noleggio canoa-kayak”, ci si guarda intorno e, alla vista di quello scorcio di mare incastonato tra ammassi di rocce, l’unico pensiero è “si può fare”. Si noleggia l’attrezzatura, si spinge l’imbarcazione verso acque sempre più profonde che mantengono ancora quell’azzurro-blu via via più scuro. Braccia forti e instancabili ruotano costantemente e ritmicamente, aiutando il corpo in un percorso che sembra non aver fine. Gli schiaffi del remo sull’acqua schizzano di tanto in tanto sul viso e sul salvagente rinfrescando la pelle bronzea. Virate brusche a destra, segnano il pericolo evitato e concedono agli occhi di volgere lo sguardo altrove, dove sugli isolotti, i gabbiani si asciugano in tranquillità scrutando l’orizzonte in attesa di prendere il volo verso altri cieli. Il pericolo di spingersi così lontano, andando incontro a traghetti, è insito nei cuori, ma è alta la frenesia di scoprire calette e grotte esposte al sole dove poter rilassare le braccia stanche dal lungo vogare. Si prende coraggio, pagaiata dopo pagaiata, sovrastati dal volo taciturno di grifoni e di falchi pellegrini, verso l’orizzonte ormai rosso dal tramonto e, costeggiando le falesie, si assapora la solitudine nella quale si è immersi, in sintonia con la natura, il mare e se stessi.

Kitesurfing

L’emozione che si prova nel riuscire a controllare la potenza del vento con un aquilone, farsi trascinare nell’acqua, sentirla scivolare sul corpo, essere sollevati da una raffica, è fantastica. Guardare le onde, planarci sopra e poi volare, vedendole passare dolci ed allo stesso tempo aggressive sotto la tavola, per poi rituffarsi nel mare, è una passione che libera l’anima.

2000 km di costa attraversata da tutti i venti, nell’eccezionale spot delle Vecchie Saline nel nord est della Sardegna dove i venti predominanti sono il Levante e lo Scirocco; nel Golfo di Palmas, a sud, dove in spiagge poco affollate il maestrale soffia impetuoso.

Windsurfing

Non so cosa provoca esattamente ma è qualcosa di speciale, lo fai e ti senti libero. E’ come se si riuscisse a catturare un po’ dell’energia del mare. Fatto in qualsiasi condizione, in piena estate con il maestrale che soffia da Nord-Ovest con tutta la sua forza o con il freddo invernale che preserva il mare e le spiagge non segnate dal passaggio dell’uomo. In solitudine per contemplare l’orizzonte che solamente la Sardegna può offrire, o in mezzo agli amici per condividere ciò che gli occhi hanno ammirato. Planare sul mare della Sardegna lascia sempre la stessa sensazione: la felicità e la serenità d’animo. Windsurf è avere il vento nelle mani, allegria, conoscere nuovi amici, trascorrere le nottate in spiaggia davanti ad un falò; ci si scambia consigli e esperienze, adrenalina pura è l’essenza e non si può non raccontare. Non è una passione ma uno stile di vita. Uno stile di vita che insegna ad amare la natura; surfare in Sardegna è magia, spiagge deserte ed acque dai colori intensi, veleggiare accompagnati dai gabbiani mentre il solo rumore che si sente è quello della tavola che si infrange sull’acqua.

Windsurf
Windsurf
Windsurf
Windsurf
Windsurf

Surfing

Mentre stai cavalcando un’onda, mentre si è in acqua sulla line up ad aspettarla e quando si viene a conoscenza di una mareggiata, nasce qualcosa dentro di te che non capisci e che ti porta via. Si vede mare ovunque, solo in quel momento ti accorgi di essere in un’Isola, non puoi scorgere immense metropoli caotiche, ma vedi davanti a te un orizzonte infinito ed è in quell’istante che comprendi la fortuna che hai: relax, sorrisi e felicità. Da lì in poi nulla è più lo stesso, almeno fino a quando non senti il mare che ti accoglie e ti avvolge. Ogni onda è una storia da raccontare, perfetta o no, è tutto quello che un surfista desidera, cercarla per poi sfidarla. A Porto Ferro, spot migliore del nord ovest, aspettando la grande onda fino al tramonto e scivolare sull’acqua; un privilegio che non si compra ma si conquista.